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Psicologia per la famiglia

Psicologia per la famiglia (11)

A cura della dott.ssa Alessandra Schiavi

In queste ultime ore stiamo vivendo un'escalation di preoccupazione dovuta alla diffusione del Coronavirus, in particolare in Lombardia e nel Veneto.

Ognuno di noi è protagonista di un tam tam tramite chat, social e media che ci porta ad un senso di preoccupazione ed insicurezza. Oltretutto siamo di fronte ad un virus di cui poco conosciamo, riceviamo comunicazioni di misure restrittive preventive, come la chiusura delle scuole e dei luoghi di aggregazione, che ci portano a sperimentare una condizione di allarme di cui non abbiamo mai avuto esperienza. Tutto questo ci porta nella condizione di provare paura, e la paura, si sa, talvolta ci rende irrazionali.

Cosa possiamo fare?

Attenerci alle notizie ufficiali e di persone che hanno una competenza scientifica e adeguarci alle indicazioni di prevenzione che ci arrivano dalle fonti sanitarie.

Per i genitori la raccomandazione è di parlare ai bambini di quello che sta succedendo, con chiarezza e senza allarmismi. Ascoltare notizie che magari non capiscono fino in fondo li porta ad angosciarsi, a questo si aggiunge lo sconvolgimento delle abitudini quotidiane, come la sospensione della scuola e di tutte le attività aggregative.

Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, ha scritto un testo molto chiaro rivolto proprio a loro, possiamo leggerlo insieme e commentarlo. Inoltre, nelle giornate a casa cerchiamo di aiutarli ad avere un'organizzazione del loro tempo. Di colpo si troveranno a vivere giornate particolarmente vuote dai mille impegni a cui sono solitamente abituati (niente scuola, attività sportive e ricreative, catechismo, ecc), anche questa alterazione della routine conferma le paure che qualcosa di molto grave stia succedendo.

Siamo di fronte ad una situazione che genera in tutti noi molta incertezza, ma non dimentichiamo che siamo parte di una società che se ne sta prendendo carico con competenza. Ognuno di noi può fare la propria parte, seguento con responsabilità le indicazioni che riceviamo dalle autorità, per poter uscire da questa situazione di emergenza al meglio.

Oggi, 7 febbraio, ricorre la Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo e vogliamo ricordarlo proprio in questo blog che si rivolge alle famiglie, per sottolineare come i genitori possano avere un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto di questo fenomeno che fa molto male a tutti i protagonisti (vittime, bulli e spettatori).

Cosa possono fare i genitori?

Primo strumento di prevenzione importantissimo è far sentire amati e valorizzati i propri bambini, rinforzando la loro autostima. Un bambino amato e che sente di valere per quello che realmente è e sa fare, avrà una protezione in più rispetto a dinamiche relazionali difficili con i suoi coetanei. Più difficilmente cercherà un riconoscimento a qualsiasi costo negli altri.

Educare all'empatia, riuscire a riconoscere e comprendere le emozioni e le ragioni degli altri, sviluppare l'assertività, la possibilità di affermare le proprie esigenze senza prevaricare gli altri, sono due attitudini preziosissime.

Di fronte all'eventuale segnalazione da parte della scuola di problematiche conclamate è fondamentale la collaborazione con gli insegnanti, sia quando il bambino sembra trovarsi nel ruolo di vittima che di "bullo", mettersi sulla difensiva cercando responsabilità esterne non giova a nessuno, mentre fondamentale ė interrogarsi su quello che si può fare per aiutare il bambino a vivere le relazioni in maniera più positiva

Essere presenti, pronti ad ascoltare i disagi e fornire modelli di relazioni positive sono ulteriori elementi preventivi importanti.

In questi giorni stiamo ascoltando una canzone proposta dal giovane cantante Marco Sentieri al Festival di Sanremo: Billy Blue, il tema è forte ma può darci spunti di riflessione sul bullismo e le sue conseguenze.

di Valentina Interlandi

"Sai papà, tu ieri sera non hai capito proprio niente quando continuavo a fare i capricci" ha detto tempo fa un bambino di 5 anni a suo padre. "Eri tu che mi dovevi aiutare a smettere, io da solo non ci riuscivo!" (Dal libro "Il bambino lasciato solo" di Alba Marcoli)

di Tania Nicolucci

5 dicembre 2017

Qualche giorno fa c'è stato l'evento "Adolescenti tra videogames e social" organizzato dall'Associazione genitori della scuola media Vidoletti di Varese e dagli ideatori del progetto "Social Gang". L'incontro è stato molto interessante soprattutto perché ad accompagnare i presenti in questo viaggio nel controverso mondo virtuale sono stati due ragazzi di 16 e 14 anni. Paolo e Michele (i nomi sono di fantasia) sono stati estremamente efficaci nello sviscerare le diverse preoccupazioni degli adulti fornendo considerazioni lucide e consapevoli sui paventati pericoli legati a questa fetta di mondo per molti poco conosciuta.

Capitolo I: la comunicazione 

di Simona Morganti

Chi ha un figlio adolescente avrà già sperimentato l’esperienza di essere attanagliato da dubbi su come supportare e proteggere i propri figli in questo periodo di profondi cambiamenti. Bisogna essere rigidi o permissivi? Comprensivi o fermi sulle regole? Inoltre avrà senz’altro fatto l’esperienza della preoccupazione, dell’irritazione, del conflitto e dell’amarezza per la perdita di quella relazione stretta che caratterizzava gli anni precedenti.

di Alessandra Schiavi

I fatti di cronaca, a volte, hanno una singolare coincidenza con il calendario. Prendete la Giornata nazionale contro il bullismo, celebrata per la prima il 7 febbraio. E' certamente la conseguenza di un impegno che deve essere allargato a tutti i livelli sociali. Il bullismo è una realtà triste, a volte con risvolti drammatici, che si manifesta in varie forme e che deve essere contrastato attraverso una responsabilità educativa che chiami in causa tutti coloro che hanno un ruolo nella vita dei bambini e dei ragazzi.

di Alessandra Schiavi

In questi giorni ho rivisto "La storia infinita", film del 1984 diretto da Wolfgang Petersen, tratto dal libro di Michael Ende. All'inizio del suo viaggio per salvare il mondo di Fantàsia, il protagonista Atreyu deve attraversare le "Paludi della Tristezza". Il suo cavallo viene sopraffatto dall'emozione, non riesce più a muoversi e viene inghiottito dalle acque malgrado i disperati sforzi del suo affezionato padrone. Atreyu è disperato per la perdita, ma non si arrende e riesce ad attraversare la palude malgrado la pesantezza della tristezza, ed il suo viaggio prosegue.

Quale metafora migliore per rappresentare l'importanza di vivere le emozioni, senza lasciarsi immobilizzare dalla loro potenza...

di Simona Morganti

La storia dei signori Rose in La Guerra dei Roses, fortunato film di un po’ di anni fa, rispecchia in effetti tutte le tappe di un rapporto che siamo abituati a considerare tipico dell’amore con la A maiuscola: il colpo di fulmine, il matrimonio, il confronto con la realtà e le iniziali difficoltà, le prime affermazioni professionali. Poi, improvvisamente (o quasi) qualcosa si guasta.

di Alessandra Schiavi

Caro Babbo Natale, quest'anno vorrei...

Cominciano così le letterine che i nostri bambini scrivono a Babbo Natale, ma poi come proseguono?

Spesso ci capita di leggere lettere che sembrano più liste della spesa che tenere richieste di poter vedere finalmente realizzato un desiderio per merito di bontà. Lunghi elenchi ricavati da studi attenti di cataloghi dei negozi di giocattoli, se non addirittura richieste di giochi che già si hanno, ma magari non griffati col cartone animato del momento.

di Alessandra Schiavi

Alzi la mano un genitore che non vorrebbe vedere il proprio figlio sempre felice. Penso che se ponessi questa domanda in una platea di mille e mille genitori non vedrei un solo dito sollevato.

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