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Pubblicato in Psicologia per la famiglia

E’ più facile fare il neurochirurgo che essere genitore di un figlio adolescente. Consigli pratici per attraversare gli anni dell’adolescenza dei propri figli. In evidenza

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08 Mar 17

Capitolo I: la comunicazione 

di Simona Morganti

Chi ha un figlio adolescente avrà già sperimentato l’esperienza di essere attanagliato da dubbi su come supportare e proteggere i propri figli in questo periodo di profondi cambiamenti. Bisogna essere rigidi o permissivi? Comprensivi o fermi sulle regole? Inoltre avrà senz’altro fatto l’esperienza della preoccupazione, dell’irritazione, del conflitto e dell’amarezza per la perdita di quella relazione stretta che caratterizzava gli anni precedenti.

Vogliamo qua iniziare una riflessione che possa essere utile ad affrontare al meglio questa fase.

Oggi cominceremo dalla comunicazione perché, se genitori e figli riescono a parlare, sarà più facile gestire gli alti e bassi di questo delicato periodo. 

A volte i canali della comunicazione si chiudono e diventa tutto più difficile. Infatti uno dei modi in cui i ragazzi esprimono la loro indipendenza in adolescenza è assumendo un ruolo più attivo nella comunicazione: a volte vogliono discutere anziché ascoltare, altre non vogliono parlare affatto o non vogliono rispondere alle domande.

Inoltre la comunicazione che passa da un genitore ad un figlio è soggetta ad un particolare filtro che è quello del rapporto di potere. Che vuol dire? Che, al di là di ciò che un genitore effettivamente dice, il messaggio che arriva al figlio è quello di una dimostrazione di potere nei suoi confronti. Avrete notato quanto spesso i nostri figli siano allergici alle nostre parole, anche quando la nostra intenzione sia quella di sottolineare un aspetto positivo; loro sembrano immediatamente scovare e percepire la volontà di controllo da parte nostra….qui ogni comunicazione si interrompe bruscamente e senza appello.

In questi casi è meglio lasciar perdere, optare magari per il racconto di qualcosa che riguarda la nostra giornata e che non coinvolge loro, se proprio non riusciamo a rinunciare ad interagire in quel momento.

Riepiloghiamo le riflessioni fatte con alcuni consigli pratici per migliorare la comunicazione con i nostri figli:

  1. La scelta dei tempi.I figli hanno voglia di parlare ma spesso non nel momento che scegliamo noi. E’ importante saper cogliere l’attimo giusto in cui hanno voglia di parlare anche se questo nella maggior parte dei casi non coincide con le nostre richieste di spiegazioni
  2. Contenuti. Un figlio adolescente parlerà ma non di alcuni aspetti che considera privati e dei quali preferisce parlare con i suoi amici
  3. Attenzione a non trasformare la conversazione in un interrogatorio
  4. Accordo/disaccordo. Non dobbiamo essere sempre in accordo coi nostri figli; dobbiamo saper accettare le differenze
  5. La comunicazione è una competenza e comprende l’ascoltare quanto il parlare. Devi essere capace di ascoltare quello che l’adolescente sta dicendo per far sì che anche lui ascolti te
  6. Giudizio. A volte i ragazzi si tirano indietro perché sentono gli adulti più bravi di loro nella comunicazione e non vogliono essere sopraffatti. Stai attento a non dare l’impressione di giudicare e sii pronto anche a cambiare opinione
  7. Emozioni. Il messaggio che mandiamo ai nostri figli viene influenzato dai gesti che facciamo e dalle emozioni che trasmettiamo mentre parliamo. Attenzione al modo in cui dici le cose. Tieni inoltre presente che i sentimenti di frustrazione e rabbia di un adolescente spesso riguardano il suo mondo emozionale e non te
  8. In ultimo, un po’ di umorismo per alleggerire situazioni spesso pesanti: una battuta per fa vedere anche l’aspetto divertente di una situazione complessa aiuta a sfogare la tensione e a ridere insieme!

 

Nel prossimo capitolo affronteremo il tema dell’autorevolezza

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Letto 5073 volte Aggiornato: Mercoledì, 13 Febbraio 2019 21:10

Blog a cura di:

Simona Morganti

Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale, svolgo attività clinica presso Psicologia insieme, Studio Associato e Associazione onlus, di cui sono il Presidente. Responsabile dell’area violenza e dipendenza nelle relazioni svolgo in questo settore formazione per operatori e gruppi di sostegno per l’utenza.

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