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Una psicologa tra i banchi di scuola. Progetto "Star bene insieme": coltivare buone relazioni nella scuola primaria In evidenza

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08 Giu 18

Dr.ssa Laura Falzone

Ore 8.00: suona la campanella, ed è con una certa emozione che varco la soglia della scuola primaria Pascoli di Varese. Quel suono, nonostante siano passati molti anni, continua a produrre degli effetti, richiama emozioni, interroga ognuno - alunni, docenti, psicologa - sul proprio sapere e sul proprio ruolo.

Cosa ci fa una psicologa a scuola?

Lo sguardo dei bambini di quinta si posa su di me, figura nuova, e leggo nei loro occhi l'attesa di conoscere qualcosa di nuovo, di sentirmi parlare di argomenti differenti dal solito.

Qualcuno inizia a chiamarmi "maestra", io accetto di buon grado questa prima assimilazione al ruolo conosciuto, dando loro il tempo per sperimentare qualcosa di diverso: cioè che questa volta il "sapere" non è dalla parte dell'adulto che occupa il posto vicino alla cattedra, ma è dalla loro parte.

Iniziamo a parlare di emozioni, a sperimentare concretamente come le emozioni abitino e attivino tutto il corpo. E' una vera scoperta! Se ascolto con attenzione il mio corpo, riesco a sentire davvero come sto: sento la fatica, l'ansia, la tristezza, la noia...

Che fare con le emozioni, e soprattutto con quelle difficili? E' possibile stare in compagnia delle emozioni "scomode" senza doverle subito scaricare in azioni distruttive? ... e magari imparare a trasformarle? Attraverso l'immagine dell'Alchimista abbiamo imparato e sperimentato che trasformare le emozioni si può, spesso lo facciamo già spontaneamente senza averne consapevolezza. Scrivere una poesia, ballare, dipingere, suonare, praticare arti marziali, non sono tutti modi di trasformare l'emozione dal suo stato "grezzo" a qualcosa di simbolico?

Il nostro percorso va avanti, siamo già al terzo incontro: riflettiamo insieme sul fatto che spesso stare con l'altro è difficile e faticoso, tuttavia noi possediamo vari modi per affrontare le difficoltà, nostre e dell'altro: possiamo chiedere aiuto a qualcuno di nostra fiducia, crescere nell'assertività, e imparare ad essere noi - in prima persona - fonte di aiuto per chi ha bisogno.

Il nostro cammino insieme è quasi finito, cerchiamo una risposta a questa domanda: di cosa è composto dunque il terreno nel quale possiamo seminare delle buone relazioni? E' composto dall'ascolto di sé e delle proprie emozioni, di sensibilità e responsività per le emozioni dell'altro, di capacità di chiedere e fornire aiuto. Con il prezioso supporto delle insegnanti, le classi hanno continuato, nel corso dell'anno, a tenere vivi gli interrogativi emersi e a lavorare su queste tematiche.

Quello che mi colpisce sempre è la disponibilità a lasciarsi coinvolgere e la profondità con cui i ragazzi riescono a cogliere l'importanza di questo lavoro. Comprendono che il loro mondo interno, fatto di emozioni, conflitti, sensazioni fisiche, non è meno importante di altri oggetti di conoscenza, anzi, ha un valore fondamentale, perché conferisce ad ognuno la sua unicità ed originalità.

"Ora ho capito che cosa sei tu!" - mi dice un ragazzino, al termine di un'attività - "Sei la maestra di emozionologia!".

Eh già! Questa definizione mi piace davvero tanto!

Per avere informazioni sui nostri progetti scolastici e poterli richiedere visita la sezione del sito dedicata alla scuola.

Letto 819 volte Aggiornato: Sabato, 16 Giugno 2018 08:55
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