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Qualche giorno fa c'è stato l'evento "Adolescenti tra videogames e social" organizzato dall'Associazione genitori della scuola media Vidoletti di Varese e dagli ideatori del progetto "Social Gang". L'incontro è stato molto interessante soprattutto perché ad accompagnare i presenti in questo viaggio nel controverso mondo virtuale sono stati due ragazzi di 16 e 14 anni. Paolo e Michele (i nomi sono di fantasia) sono stati estremamente efficaci nello sviscerare le diverse preoccupazioni degli adulti fornendo considerazioni lucide e consapevoli sui paventati pericoli legati a questa fetta di mondo per molti poco conosciuta.

Oltre 1500 feriti, tre dei quali in condizioni gravi. Sono questi i tragici numeri di quanto è successo a Torino nella serata della finale di Champions League tra Juve e Real Madrid, vista attraverso il maxischermo allestito per l'occasione nella centralissima Piazza San Carlo. Migliaia di giovanissimi e meno giovani che in breve tempo, dall'euforia per un evento sportivo, si sono ritrovati stesi per terra, insanguinati e calpestati da una folla di migliaia di tifosi spaventati, che correvano in qualsiasi direzione pur di fuggire da quello che l'immaginario collettivo ha trasformato in attentato terroristico ma che di terrorismo, per fortuna, aveva ben poco.

Ogni anno la solita storia: carico la macchina per andare in vacanza e, accanto alla valigia, la borsa per la spiaggia, la bici pieghevole e altre innumerevoli cianfrusaglie inutili c’è un piccolo spazio per lo zaino con dentro il computer, alcuni manuali di test diagnostici che mi riprometto di studiare da tempo, agenda e blocco appunti per eventuali progetti da sviluppare nell’inverno successivo … ovviamente, alla fine della vacanza lo zaino viene ricaricato in macchina esattamente come ci è arrivato: non è stato aperto neanche per sbaglio e tutto, là dentro, è rimasto identico a prima. La cosa incredibile è che questo “rituale” si ripete da circa 36 anni, da quando cioè ho iniziato la prima elementare.

di Laura Falzone

Ho fatto un patto sai con le mie emozioni, le lascio vivere e loro non mi fanno fuori!” Vasco Rossi

 Vasco ci racconta, a modo suo, che scendere a patti con il nostro universo emozionale è possibile. Cosa dice la psicologia in proposito?

TutorGiulia sai come è strutturato l’esame e le varie prove dell’esame?

Giulia: “Beh si più o meno..c’è il tema, la prova di matematica, le prove di lingua, le Invalsi e poi l’orale..

Tutor: “Bene! E nello specifico? Sai quali potrebbero essere le tracce del tema? Gli argomenti del compito di matematica? Cosa ti verrà chiesto nelle prove di Lingua? E all’orale?

Giulia: “Non proprio…

Bene, se anche tuo figlio come Giulia non ha chiara la struttura dell’esame di III media, ecco di seguito 5 consigli utili che lo faranno sentire più preparato nell’affrontare questo importante traguardo!

di Antonietta Albano

L’esame di terza media è dietro l’angolo: le prove scritte sono 3 (italiano, matematica, lingua straniera) più prova invalsi e colloquio orale. Ancora qualche verifica e un’ultima interrogazione per aggiustare quel voto che non ti piace, poi al via con la preparazione della tesina per l’ultima prova.

di Simona Morganti

La professoressa Di Pompeo della Deutsche Schule Rom di Roma affrontava spesso con i suoi alunni il tema della violenza sulle donne.

di Simona Morganti

Il titolo del film, che però si riferiva alla perdita di memoria, risulta calzante per descrivere l’intento di un comportamento che si sta drammaticamente “accreditando” tra quelli a disposizione dello stalker.

di Tania Nicolucci

Avete presente una calamita?

Immaginate di tenerla in mano e di porvi nelle vicinanze di un ferro che vorrebbe attrarla a sé. Più ponete la calamita nelle sue vicinanze più avvertite, quando la distanza è minima e il contatto è alle porte, la forte attrazione che spinge la calamita verso il ferro; tanto che, se la si lascia, ci si unisce in un “batter d’occhio”, e rimane lì, immobile.

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