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Sabato, 11 Febbraio 2006 21:38

La depressione

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La depressione è purtroppo un disturbo molto diffuso, si calcola infatti che ne soffra dal 10 al 15% della popolazione generale, con una frequenza maggiore tra le donne.

di Simona Morganti

 

Sebbene l’età di insorgenza non sia stata precisata, si tratta di una sfida difficile per ogni fase della vita e spesso circa la metà dei pazienti depressi non viene diagnosticata.

Chi ne soffre puo’ soffrirne in modo acuto, cioè presentare delle forme di depressione improvvise e molto acute, oppure soffrirne costantemente, anche se in forma leggera, con alcuni periodi di peggioramento.

Si tratta di un disturbo altamente invalidante che purtroppo non risparmia neanche le nuove generazioni, probabilmente per l’influenza di fattori diversi, ma il dato in generale piu’ allarmante è che la frequenza di questa patologia è aumentata notevolmente nell’arco del XX secolo.

Secondo l’ OMS entro il 2020 la depressione costituirà la seconda causa di invalidità nel mondo occidentale; ma quali sono le cause di questo incremento? Probabilmente c’è un legame con l’aumento del senso di insufficienza ed incapacità a carico dell’uomo moderno: l’essere sottoposti costantemente al dovere del successo, della capacità e dell’efficacia, al posto dell’osservanza alla disciplina che implica un divieto, comporta la comparsa di sentimenti di inadeguatezza ed inefficacia personale qualora ci sia un fallimento di fronte alle richieste della vita quotidiana.

Ma al di la’ di questo maggiore rischio legato ai cambiamenti occorsi nella struttura sociale, familiare, occupazionale, quali possono essere le cause di un disturbo che, nonostante abbia un termine oramai abusato, indica un quadro in effetti molto complesso?

Gli studi sul fenomeno sono oramai molteplici; si va dalle ricerche sui fattori genetici e quindi sull’ereditarietà di quella che viene considerata a tutti gli effetti come una malattia, alle indagini su come la depressione si sviluppi in conseguenza di altre condizioni di malattia, specialmente disturbi a livello endocrino e cerebrale, fino ad arrivare alle piu’ accreditate ipotesi neurochimiche sulla possibile diminuzione dei collegamenti sinaptici che utilizzano i neurotrasmettitori; su questa base che il trattamento utilizza il metodo farmacologico.

Ci sono studi anche sull’avvicendarsi delle stagioni come fattore depressivo: questi studi ipotizzano un effetto antidepressivo della luce in cui sarebbero coinvolti altri mediatori neurochimici come la serotonina.

Alcune ricerche si soffermano inoltre sulle differenze tra i sessi: sembra infatti che due pazienti su tre siano donne; questo potrebbe essere legato ad un modello appreso dell’impossibilità a reagire, di origine maggiormente femminile.

La nostra idea è che la depressione sia un fenomeno molto complesso per il quale non è sufficiente una spiegazione unicausale; crediamo che nella genesi di questo disturbo interagiscano piu’ fattori tra di loro, di natura sia costituzionale che ambientale.Inoltre alcuni periodi della vita corrispondono già a stati depressivi, come ad esempio l’adolescenza, la vecchiaia o il puerperio nella donna, come del resto certi eventi corrispondono a fattori di rischio molto elevati.Tutto questo conduce all’idea che un’ipotesi abbastanza esaustiva debba considerare l’incrocio tra cambiamenti socio- familiari, fattori ereditari, fasi della vita ed eventi stressanti.

Come si manifesta la depressione?

L’uso popolare del termine puo’ essere fuorviante.Cio’ che comunemente viene chiamato depressione spesso non ha nulla a che vedere con la depressione clinicamente significativa.

Dobbiamo cosi’ fare una distinzione tra stati depressivi transitori e malattia depressiva che implica tutta una serie di elementi molto pesanti:la persona depressa infatti spesso non riesce neanche ad uscire da casa, non vuole incontrare nessuno, passa molto tempo a letto, ha disturbi del sonno, perde piacere in tutte le attività che prima amava svolgere, ed ha un tono dell’umore considerevolmente abbassato.

Inoltre non esiste una sola depressione ma ci sono diverse forme, ognuna delle quali ha la propria causa, la propria gravità ed il proprio significato.

Questo fa si’ che ogni forma depressiva richieda anche un trattamento specifico e che spesso integri tra loro gli interventi che sono suddivisibili essenzialmente in interventi farmacologici e psicoterapeutici.

Noi riteniamo che entrambi abbiano la loro validità e che sia soprattutto la loro accurata ed individualizzata combinazione ad avere una maggiore efficacia.

Letto 2357 volte Aggiornato: Sabato, 18 Giugno 2016 11:42
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Simona Morganti

Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale, svolgo attività clinica presso Psicologia insieme, Studio Associato e Associazione onlus, di cui sono il Presidente. Responsabile dell’area violenza e dipendenza nelle relazioni svolgo in questo settore formazione per operatori e gruppi di sostegno per l’utenza.

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