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Mercoledì, 17 Dicembre 2008 22:06

Prima della nascita. L'importanza di una buona attesa

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Molti studi vi sono ormai nel panorama scientifico internazionale sul tema dello sviluppo psichico fetale;
alcuni di questi sono di natura sperimentale ed hanno aperto interessanti prospettive in merito alla continuità evolutiva tra gli apprendimenti precoci, in epoca fetale, e le caratteristiche psichiche manifestate dal singolo individuo dopo la nascita.

di Simona Morganti

In questa prospettiva, la costruzione dell'apparato mentale è in larga misura influenzato, nella qualità ed efficienza, da apprendimenti risalenti all'epoca fetale ed ai primi mesi di vita: tali apprendimenti sarebbero i primi elementi della costruzione delle funzioni psichiche e dipenderebbero, in prima analisi, dalla relazione del feto con le sue figure di accudimento.

Il notevole sviluppo degli studi prenatali è stato reso possibile dalla scoperta delle moderne tecniche ad ultrasuoni che hanno consentito l'osservazione in tempo reale dell'attività spontanea del feto e delle sue reazioni alle diverse stimolazioni: tutto quello che si è potuto sperimentalmente osservare ha illustrato la presenza di un nucleo esperienziale, emozionale e psichico prenatale e, quindi, la continuità tra vita psichica pre- e postnatale.

I primi studi che hanno portato alle ipotesi su vere e proprie funzioni cognitive fetali sono stati quelli sulla percezione uditiva del feto; la capacità di discriminazione tra suoni diversi è già presente infatti a ventisette settimane. Dopo dunque una fase di studi ricostruttivi di stampo psicoanalitico, si è potuto studiare “dal vivo” l'effetto di determinati stimoli ambientali sulla reattività del feto.
Si è cosi' verificato che il feto è influenzato da intensi turbamenti degli stati emotivi materni e rimane per alcune ore successive all'evento disturbante in uno stato di agitazione motoria; se la situazione di stress materno persiste nel tempo, l'eccitazione motoria diventa un tratto stabile.
Il fattore di maggior rischio patogeno per il benessere del feto sembra sia costituito dalla presenza prolungata di elementi stressanti che comportino minaccia per la sicurezza emotiva della madre: in questo senso si possono ad esempio collocare le tensioni coniugali: diventa cosi' chiaro quanto sia importante un buon clima “d'attesa” .

Le implicazioni di questo tipo di scoperte possono essere molto interessanti: si puo’ infatti cominciare a pensare che la teoria dell'attaccamento di Bowlby, mattone fondamentale della psicologia dell’età evolutiva, possa essere applicata anche alle fasi di sviluppo antecedenti alla nascita.
Negli ultimi ventanni si è sviluppato un settore di studi che esplora il complesso di atteggiamenti, comportamenti, rappresentazioni cognitive e fantasie che originano nella mente dei genitori nei confronti del feto; tutto cio’ è stato per la prima volta definito da Cranley “attaccamento prenatale” ed è un costrutto che funziona come la teoria dell’attaccamento originaria : descrive infatti quanto la qualità dell’investimento affettivo dei genitori sul futuro bambino, durante la gravidanza, possa influire sullo sviluppo psichico infantile ed ancor prima sul processo stesso della gravidanza, sul parto e sulla successiva relazione dei genitori col bambino.

Diventa in questo contesto evidente quanto sia importante poter riconoscere ed accogliere tutte le emozioni e paure connesse ad un momento speciale come la gravidanza. Una maggiore conoscenza delle proprie ansie e dei propri vissuti in entrambi i genitori pone le basi per un’attesa piu’ serena e per un rapporto piu’ consapevole con il bambino che nascerà.

L’Associazione Psicologia Insieme Onlus propone un percorso di gruppo alle coppie in attesa del primo figlio pensato come uno spazio di confronto ed elaborazione delle emozioni e come momento di sostegno per prepararsi a diventare genitori.

Letto 2557 volte Aggiornato: Giovedì, 30 Giugno 2016 14:45
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Simona Morganti

Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale, svolgo attività clinica presso Psicologia insieme, Studio Associato e Associazione onlus, di cui sono il Presidente. Responsabile dell’area violenza e dipendenza nelle relazioni svolgo in questo settore formazione per operatori e gruppi di sostegno per l’utenza.

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