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| Come parlare alla persona che mi assilla |
| Aiuto psicologico - Sportello Stalking on line | ||||
| Martedì 27 Settembre 2011 12:30 | ||||
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conosco da un paio d'anni un signore di 72 anni (sposato, con figli e nipotini) che fa il pendolare come me. Dopo poco che ci conoscevamo ha iniziato a portarmi dei regali (prima biscotti, poi cioccolatini, poi regalini veri e propri). Lo trovavo "casualmente" sul mio treno anche molto tardi, lo trovavo vicino all'ufficio o sotto casa. L'anno scorso gli ho parlato, spiegandogli che sono sposata e che non posso accettare i suoi regali e le sue attenzioni, e che non mi piaceva sapere che si appostava per ore in stazione finchè non mi vedeva comparire (l'ho scoperto solo dopo). Da quando gli ho parlato ho cambiato stazione del treno e cerco di incrociarlo il meno possibile. Le poche volte che l'ho visto ha tentato, ancora, di darmi dei regali. La sola idea di fare un viaggio in treno con lui mi mette ansia. Credo che non si renda conto di essere così "molesto". A questo punto però sono stanca: non sono più libera di prendere il treno alla mia stazione, e devo sempre guardarmi intorno per evitare di incrociarlo. Preciso che non mi ha mai sfiorata con un dito e che nelle occasioni in cui mi ha seguita (chiamandomi a gran voce per strada... povera me... che figura!) è bastato accelerare il passo per distaccarlo: ho la metà dei suoi anni. Per la "leggerezza" delle molestie non ho ritenuto né di denunciarlo, né di dire niente alla moglie. Vorrei solo parlargli di nuovo e dirgli chiaramente che non voglio avere a che fare con lui. Mettendomi nei suoi panni però, immagino che voglia delle spiegazioni. Avete qualche consiglio? Grazie mille! (Tella)
Risponde l'Equìpe Stalking dell'Associazione Lo psicologo risponde: Gentile Tella, probabilmente il signore di cui ci parla non si rende conto di essere cosi’ molesto, come succede spesso in chi mette in atto comportamenti di questo tipo, ma cio’ che è importante è il fatto che per lei siano motivo di ansia ed apprensione. Non è neanche rilevante che i comportamenti siano di natura apparentemente positiva e “leggera” come lei stessa li definisce: a lei comunque non sono graditi e l’hanno portata a cambiare le sue abitudini. Ci dice che questi episodi vanno avanti da circa due anni; sarebbe importante sapere con quale frequenza ed in che quantità, ovvero quanti regali, quanti appostamenti non graditi e ogni quanti giorni. Lei ha comunque scelto di non denunciarlo e per il momento siamo d’accordo con lei, anche se le consigliamo di cominciare a ricostruire i dettagli ed appuntarseli. La cosa da fare è quella di far cessare i comportamenti sgraditi. Ci racconta di aver già provato a parlare con questo signore e di aver poi iniziato ad evitarlo, cambiando treno. Evidentemente questo non è bastato, dal momento che comunque lui ha continuato a cercarla. Il fatto di parlargli ancora e mettersi nei suoi panni in genere è cio’ che la “vittima” di questi comportamenti pensa sempre di fare, in modo peraltro ragionevole. Purtroppo le sconsigliamo vivamente di provare a parlargli di nuovo perché questo per lui potrebbe avere il significato di un suo interesse nei suoi confronti. La nostra esperienza con questi episodi ci porta a consigliarle di chiudere completamente a lui qualsiasi possibilità di contatto con lei; nel momento in cui lo dovesse vedere le consigliamo di andare oltre, non guardarlo, provando a comunicargli, con l’atteggiamento, che non c’è alcuna possibilità di un contatto tra voi, nè per lei di accettare i suoi regali, che andranno ignorati (come si è comportata con i precedenti?) La speranza è che questo possa farlo desistere;ciò è possibile, vista l’età del signore e la tipologia “leggera” dei comportamenti. Non ne possiamo pero’ avere la certezza, senza essere in possesso di ulteriori elementi. Qualora questa strategia non dovesse giungere a buon fine, le consigliamo di osservare attentamente se si verifica un cambiamento nella tipologia dei comportamenti, nel senso di un diverso tentativo di contattarla. In questo caso, se vuole, ci puo’ contattare o rivolgersi alla piu’ vicina stazione dei carabinieri. Ci chiediamo, prima di salutarla, se e con chi abbia parlato di questi episodi; questo perché, spesso, chi li subisce si sente in colpa o se ne vergogna senza motivo. Siamo disponibili ad ulteriori chiarimenti.
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