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| E' stalking o molestia? |
| Aiuto psicologico - Sportello Stalking on line | ||
| Lunedì 19 Settembre 2011 16:04 | ||
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Se c'è l'accusa di stalking e manca la reiterazione ma è presente nella vittima un forte stato di ansia e un timore infondato può esserci la derubricazione a molestia ex art. 660 c.p.? Dettagli aggiuntivi: Mi spiego meglio: la ragazza ha ricevuto 15 sms in 2 ore ma sta di fatto che nella querela ha dichiarato di essere stata perseguitata e di temermi ma davanti al p.m. ha dichiarato che mi ha cercato sino alla sera precedente. A causa di queste sue dichiarazioni sono stato trattenuto in cella 2 giorni; il fatto è che la stessa ragazza cerca una persona che dice di temere, che succede in questo caso? (Gino) Risponde l'Equìpe Stalking dell'Associazione: Il legale risponde: Con l’introduzione nel nostro ordinamento dell’art. 612 bis, il bene giuridico oggetto di tutela risulta essere non solo la complessiva “tranquillità psichica” della vittima e il suo diritto di vivere libera dai timori generati dalle condotte persecutorie del proprio molestatore, ma anche quello di sanzionare comportamenti che con il tempo possano degenerare in un'escalation di condotte sempre più gravi, attuando in tal modo una vera e propria “tutela preventiva”. E’ chiaro che, nel caso di specie, in primo luogo bisognerà valutare l’esistenza o meno del nesso di causalità tra la condotta di messaggistica ripetuta in due ore ed il forte stato d’ansia paventato dalla vittima; più precisamente, tenuto conto dell’ormai diffusa prassi giurisprudenziale secondo cui la reiterazione viene integrata con due sole condotte, bisognerà provare se effettivamente 15 sms inviati in due ore integrino di per sé un grave quadro indiziario a carico dell'indagato, attesa la loro reiterazione a breve distanza di tempo e la loro idoneità a generare uno stato d'ansia nella persona offesa, costretta a modificare le proprie abitudini di vita, anche sul luogo di lavoro. Bisognerebbe, inoltre visionare la tipologia ed il contenuto degli sms inviati alla presunta vittima, per farli rientrare o meno in un sorta di “bombardamento” di sms molesti, intensificatosi con il tempo, e verificare che presentino un grado di invasività tale, nella vita della vittima, da determinarne uno stravolgimento psichico e della quotidianità, compatibile solo con condotte caratterizzate da costanza, permanenza ed imponenza, tali da costituire un vero e proprio impedimento alle sue normali abitudini di vita. Ma è chiaro che per parlare di una derubricazione a molestie o di qualsiasi altra strategia difensiva, atteso che il reato sussista, si necessità di una più ampia e soddisfacente descrizione dell’accaduto con conseguente visione degli atti di causa (querela ed sms). Un cordiale saluto
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