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La selezione del personale

Il primo settore per il quale si è venuta definendo l’immagine dello psicologo del lavoro è sicuramente la selezione del personale. Si tratta di un campo di applicazione e di ricerca nell’ambito della gestione delle risorse umane che ha stimolato lo sviluppo di metodi e procedure molto sofisticate. Rappresenta ancora oggi uno dei principali temi di ricerca.
Ciò che caratterizza il periodo odierno è l’elevato grado di raffinatezza delle tecniche e le dimensioni imponenti assunte dagli studi in questo campo. In virtù di ciò ha sempre goduto di un certo credito presso il mondo imprenditoriale in particolare e il mondo del lavoro in generale.
A titolo esemplificativo, per chi vi si approccia per la prima volta, la si può considerare da un duplice punto di vista…

Per chi vi partecipa è un momento di particolare tensione perché in esso si possono concretizzare tutti gli sforzi profusi nella ricerca del lavoro.
Per chi se ne occupa di mestiere è una fase di valutazione in cui si ha l’onore e l’onere di vagliare le competenze di un candidato per definire se questo possa essere il migliore per ricoprire un determinato profilo professionale.

Da candidato ci si può trovare di fronte a due tipi diversi di valutatori: il datore o il selezionatore. Sebbene l’obiettivo finale sia il medesimo, il datore e il selezionatore sono persone differenti con modi di agire altrettanto differenti.
Il datore di solito è chi ha facoltà di assumere personale in una determinata società; il suo modo di fare selezione è piuttosto naïf, basandosi sulla propria esperienza, su convinzioni del tutto personali, sulle proprie intuizioni o sul comune buon senso.
Il selezionatore invece è un esperto nella selezione del personale che lavora su mandato del titolare dell’azienda e che utilizza strumenti specifici e scientifici per valutare il candidato (cercando di ridurre per quanto possibile gli errori di valutazione).

Gli strumenti utilizzati possono essere:

  • Il colloquio di lavoro: strumento principale di ogni psicologo, rappresenta per il candidato il canale privilegiato per illustrare e valorizzare le proprie competenze e per far capire di essere idonei a ricoprire il profilo per cui ci si candida.
  • I test psicoattitudinali: volti a testare le abilità logico-matematiche, linguistiche ed operative;
  • I questionari di personalità: mirano ad evidenziare le caratteristiche emotive e caratteriali oltre a valutare le modalità di comportamento e di relazione nell’ambiente di lavoro (di solito i più usati sono l’MMPI E LA WAIS);
  • Prove di gruppo: per valutare le capacità di lavorare in team e alcuni tratti di personalità come la leadership, l’autonomia, la capacità di negoziazione, la creatività ecc. indispensabili per svolgere il lavoro per cui ci si candida.

Ci si puo’ inoltre trovare a partecipare a delle prove e simulazioni pratiche, più specifiche delle precedenti, utilizzate per accertare il livello di conoscenze e competenze o abilità di problem solving professionale.
COMUNQUE…
indipendentemente dalla posizione in cui ci si trova (di utente o di selezionatore) conoscere gli strumenti e le caratteristiche del processo puo’ essere molto utile per affrontare ed orientarsi nel mondo del lavoro.

dr.ssa Elena Aiello

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