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Verso un modello integrato
d’intervento sullo stalking
Si parla ormai moltissimo di
stalking, per fortuna adesso abbiamo anche in Italia una
legge che dà la possibilità alle vittime di
molestie assillanti, o atti persecutori, di difendersi ed
essere protette.
L’agire pratico è pero’, a nostro avviso,
ancora poco omogeneo e strutturato e l’arrivo ad una
sentenza ancora un percorso a disposizione di chi riesce
ad orientarsi e decidere, nell’ambito di una serie
di condotte che, prima ancora di venir denunciate, vanno
organizzate in una cornice che riunisca i vari comportamenti
in un’unica “sindrome”.
Ci sono pertanto vari livelli di intervento ma ancor prima
di presa di coscienza degli eventi in corso.
Spesso infatti gli atti persecutori si consumano nell’ambito
di relazioni importanti, quali quelle di lavoro o affettive,
che rendono difficile l’individuazione immediata di
causalità e responsabilità.
E’ pertanto necessario un passo preliminare all’iter
giudiziario; le vittime di stalking infatti prima iniziano
a soffrire, poi ad aver paura, poi a confidarsi con amici
e parenti.Il riconoscimento di chi attua molestie assillanti
come “nemico” è un processo che puo’
essere molto lungo, in alcuni casi puo’ purtroppo
non verificarsi.
Solo successivamente, in ogni caso, si arriva a rivolgersi
alle Forze dell’Ordine e poi ad un legale.
Ma ognuno di questi passi puo’ subire intoppi, rallentamenti,
che dipendono sia dalla natura del fenomeno,che rende difficile
una descrizione “unica” dei fatti, che da un
approccio spesso parziale da parte degli operatori.
Manca ancora un’integrazione di competenze che si
rispecchia nella proposta molto spesso settoriale offerta
da convegni e seminari sul fenomeno, cio’ che è
invece in contraddizione con la natura complessa e che puo’
venir compresa solo esaminando tutti gli aspetti, della
serie di condotte riassunte dal termine stalking. Ci sono
varie innovazioni sulla procedibilità proposte dalla
legge ma vanno ancora organizzate per diventare patrimonio
comune di tutti gli operatori impegnati e non risorsa a
conoscenza e fruibilità di pochi.
Per questo l’Associazione Psicologia Insieme Onlus
ha pensato di presentare un Corso
di formazione sullo stalking.
Il suo intento è quello di esaminare la complessità
del fenomeno per proporre un modello integrato d’intervento,
che includa necessariamente diverse professioni, che vanno
dallo psicologo, al medico, all’operatore delle Forze
dell’Ordine, al legale, nell’obiettivo ultimo
di snellire e velocizzare i vari passaggi, e intervenire
su un reato in cui l’escalation violenta è
spesso molto rapida.
Nel corso dell’evento verranno presentati i risultati
di un sondaggio
d’opinione da alcuni mesi presente sul
nostro sito e che ha l’obiettivo d’indagare
la percezione dell’efficacia della nuova legge da
parte di tutte le figure professionali implicate.
dr.ssa
Simona Morganti
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