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Intervista sul fenomeno dello stalking

Articolo pubblicato nella rivista “Novella 2000” (2009)

Cosa si intende esattamente per stalking?
Risponde la dr.ssa Simona Morganti, Associazione Psicologia Insieme Onlus: <<Lo stalking, viene tradotte in italiano con l'espressione: “sindrome delle molestie assillanti”; il concetto di sindrome esprime la caratteristica principale di questo fenomeno che è quella di organizzare e fare da cornice a tutta una serie di comportamenti definibili come molestie; questi comportamenti, che sono principalmente di controllo, sorveglianza e ricerca di contatto, hanno la caratteristica di essere ripetuti ed intrusivi nella vita della vittima prescelta che reagisce con profonda preoccupazione ed ansia>>.

Esistono delle caratteristiche psicologiche che accomunano gli stalker?
<<In effetti non c'è un'unica categoria di stalkers; la tipologia puo' variare a seconda della motivazione principale che porta ai comportamenti di molestia. Sicuramente pero' possiamo dire che la componente comune è una forte difficoltà a gestire la sfera relazionale, sia che si tratti di incapacità ad accettare la fine di una relazione, che di mancanza delle competenze relazionali di base, che permettono alle persone di intraprendere in modo equilibrato una relazione intima.E' quindi presente una forte insicurezza di sè oltre ad alcuni casi per i quali è possibile fare una diagnosi psichiatrica.>>

Concretamente lo stalking con quali comportamenti si manifesta?
<<I comportamenti dello stalker in genere presentano un'escalation, da contatti piu' indiretti sino ad arrivare alla violazione del limite dello spazio personale della vittima. Sono comportameni raggruppabili fondamentalmente in: comunicazioni intrusive ripetute, sia telefoniche che scritte, comportamenti di controllo come seguire, spiare o introdursi nell'abitazione, comportamenti associati come doni non richiesti o violenza e vandalismo nei confronti di oggetti e animali della vittima.>>

Qual è la vittima preferita dello stalker?
<<La vittima cambia a seconda del tipo di motivazione che muove lo stalker; il numero maggiore di casi, che sono anche i piu' gravi, riguarda l'ex partner che ha deciso di interrompere la relazione; ci sono molti casi che investono poi le “helping professions” ovvero quelle professioni che si prendono in carico o in cura un aspetto della vita dei loro pazienti/clienti, come per esempio medici, psicologi, avvocati; a volte un trattamento considerato non soddisfacente o addiritturo nocivo per il cliente, come ad esempio un intervento estetico giudicato inadeguato o una causa legale non conclusasi positivamente, puo' originare una “persecuzione vendicativa”. Ci sono poi le vittime illustri, i “divi” , presi di mira dai loro fans.>>

Come difendersi da uno stalker?
<<Purtroppo le risposte che la vittima mette in atto, come tentativi personali di bloccare il fenomeno, il piu' delle volte non ottengono il risultato sperato, spesso acuendo invece l'intensità e la frequenza delle molestie. Questo perchè lo stalking, nel corso del tempo, va a configurare una dinamica comunicativa distorta in cui qualsiasi risposta viene interpretata dallo stalker come conferma della relazione in atto.
Lo stalking puo' durare purtroppo anche anni e per essere affrontato in maniera efficace ha bisogno di un intervento integrato, psicologico e legale. Da poco per fortuna abbiamo anche in Italia un disegno di legge.>>

e lo stalker come può essere aiutato a "guarire"?
<<E' piuttosto difficile perchè lo stalking è un fenomeno definito essenzialmente dalla vittima. Lo stalker non si definisce come tale ed i suoi comportamenti vengono spesso giustificati come “normale” tentativo di riprendere una relazione interrotta o “normale” reazione ad un torto subito.
Lo stalker non ritiene di dover “guarire”, anche se sicuramente, con la possibilità recente di condannare per reato di stalking si apre la strada anche ad un trattamento dello stalker che vada a lavorare sulle problematiche relazionali.>>

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