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Braccare
la preda. La
condotta di stalking come ricerca estrema e disperata di
relazione interpersonale
I cambiamenti cui la società
va incontro spesso si accompagnano alla necessità
di un riassestamento dei ruoli sociali e delle identità
personali e, in questo senso, hanno ripercussioni anche
a livello delle relazioni interpersonali.
I cambiamenti che hanno caratterizzato e caratterizzano
la società contemporanea, con le caratteristiche
di “accelerazione” che tutti noi abbiamo modo
di osservare, basti pensare agli sviluppi nella tecnologia
delle comunicazioni, danno luogo ad un cambiamento anche
al livello della percezione che ognuno ha di se’ e
delle proprie possibilità, oltre ad un cambiamento
radicale nella percezione dell’ambiente circostante.
Spesso nell’epoca attuale tali dinamiche di cambiamento
sono talmente rapide da anticipare i cambiamenti reali,
sostanziali, e non solo percepiti, delle persone.
Tutto cio’ puo’ dar luogo ad uno sfasamento,
ad equilibri precari e alla difficoltà nel definire,
accettare e vivere nuovi ruoli sociali e nuove modalità
di rapporto.
Nel momento attuale alcune trasformazioni in particolare
hanno avuto profonde conseguenze a livello relazionale;
se pensiamo ad esempio alla crisi dell’indissolubilità
del matrimonio, al fenomeno del divismo, all’ambiguità
del concetto di privacy, alle nuove modalità di comunicazione,
vediamo come si venga a delineare una cornice in cui sono
cambiati sia i ruoli, ad esempio maschile e femminile, che
la vicinanza/distanza tra le persone.
La frequenza della rottura delle relazioni è diventata
un fatto evidente; essa produce un aumento dei sentimenti
di rabbia e frustrazione, soprattutto nell'uomo, nel cui
immaginario la donna spesso rimane legata ad un modello
di accondiscendenza e compromesso, che contrasta invece
con un'aspettativa, conquistata dalla donna, in merito all'
emancipazione e alla possibilità di rompere il rapporto.
L’ambivalenza esistente tra il concetto di privacy
e la facilità invece con cui si ha accesso ad informazioni
relative alla vita altrui, rilevante nel fenomeno del divismo
e aumentata a dismisura con le possibilità date dalla
comunicazione “globale”, produce un conflitto
tra desiderio di essere al centro dell'attenzione e paura
di quello che puo' derivarne, conflitto che produce a sua
volta contraddizioni e malintesi nell’interpretazione
dell’esistenza e della natura della relazione in atto.
Il fenomeno dello stalking, tradotto in italiano come “sindrome
delle molestie assillanti”, si inserisce all'interno
di queste contraddizioni ed interpreta molto bene il fenomeno
del “malinteso”: il malinteso è presente
tra gli ex partners, rispetto alla chiusura e/o possibilità
che la relazione invece continui ancora, il malinteso puo’
essere presente, nel caso di rapporti che nascono in modalità
piu’ numeriche che analogiche, rispetto all’interesse
che l’altro, piu’ o meno conosciuto prova nei
nostri confronti. In questo senso lo stalking dà
voce a tensioni dell'individuo, con modalità oggi
estreme a causa di possibilità nuove di comunicazione,
ad alto potenziale di facilitazione dell'intrusività
e del controllo.
Lo stalking si colloca ai confini della normalità
ed è questo che ha reso e rende difficile definirlo
e affrontarlo nell'intervento e nella legislazione; non
è una patologia definita ma organizza una serie di
eventi al confine con la normalità : il desiderio
di ristabilire una relazione interrotta, il desiderio di
instaurare una relazione interpersonale con chi, da una
parte ci è piu' lontano per la sostanziale distanza
sociale tra le persone, particolarmente critica per gli
individui isolati dal punto di vista economico ed interpersonale,
dall'altra ci appare “virtualmente” vicino;
stalking come ricerca estrema e disperata di relazione,
quindi.
Naturalmente non tutti sono potenziali “stalkers”.Gli
eventi contestuali si incrociano con caratteristiche di
personalità e vissuti individuali relativi alla perdita,
di natura certamente problematica.
Ci sono molti studi sulla patologia a carico dello stalker,
oltre ad esserci una parte del fenomeno che raccoglie una
patologia psichiatrica ben precisa, come nel caso dell'erotomania,
ma cio' che è interessante è la dinamica comunicativa
e relazionale che si viene a creare tra due figure, la vittima
ed il molestatore.
Quello che si va a delineare è una dinamica anomala
e distorta di comunicazione tra due attori; ne consegue
che le maggiori probabilità di capire ciò
che succede stanno nella possibilità di un'attenta
analisi relazionale e sequenziale in un arco di tempo continuativo.Spesso
infatti i dati oggettivi sono carenti e lo stalking è
un fenomeno definito esclusivamente dalla vittima.
Drammaticamente pero' le difficoltà teoriche relative
alla definizione del reato e la necessità di un’attenta
analisi contrastano con l'alto rischio di violenza che caratterizza
lo stalking, soprattutto quello che si consuma tra ex partners:
in questi casi l'escalation che porta alla violazione dello
spazio fisico della vittima si consuma in un lasso di tempo
molto breve e con un alta probabilità di violenza
fino alle estreme conseguenze.
In questo quadro diventa estremamente importante una maggiore
conoscenza del fenomeno da parte degli operatori del settore
e la condivisione del modello interpretativo, con particolare
attenzione ai fattori di rischio e alla rilevazione dei
segnali predittori dell’ escalation violenta, oltre
che la presenza di un quadro legislativo chiaro di riferimento,
in un’ottica che diventi in primis preventiva.
dr.ssa
Simona Morganti
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Bibliografia
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