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Prima della nascita.
L'importanza di una buona attesa
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Molti studi vi sono ormai nel panorama scientifico internazionale
sul tema dello sviluppo psichico fetale;
alcuni di questi sono di natura sperimentale ed hanno aperto
interessanti prospettive in merito alla continuità
evolutiva tra gli apprendimenti precoci, in epoca fetale,
e le caratteristiche psichiche manifestate dal singolo individuo
dopo la nascita.
In questa prospettiva, la costruzione dell'apparato mentale
è in larga misura influenzato, nella qualità
ed efficienza, da apprendimenti risalenti all'epoca fetale
ed ai primi mesi di vita: tali apprendimenti sarebbero i
primi elementi della costruzione delle funzioni psichiche
e dipenderebbero, in prima analisi, dalla relazione del
feto con le sue figure di accudimento.
Il notevole sviluppo degli studi prenatali è stato
reso possibile dalla scoperta delle moderne tecniche ad
ultrasuoni che hanno consentito l'osservazione in tempo
reale dell'attività spontanea del feto e delle sue
reazioni alle diverse stimolazioni: tutto quello che si
è potuto sperimentalmente osservare ha illustrato
la presenza di un nucleo esperienziale, emozionale e psichico
prenatale e, quindi, la continuità tra vita psichica
pre- e postnatale.
I primi studi che hanno portato alle ipotesi su vere e proprie
funzioni cognitive fetali sono stati quelli sulla percezione
uditiva del feto; la capacità di discriminazione
tra suoni diversi è già presente infatti a
ventisette settimane. Dopo dunque una fase di studi ricostruttivi
di stampo psicoanalitico, si è potuto studiare “dal
vivo” l'effetto di determinati stimoli ambientali
sulla reattività del feto.
Si è cosi' verificato che il feto è influenzato
da intensi turbamenti degli stati emotivi materni e rimane
per alcune ore successive all'evento disturbante in uno
stato di agitazione motoria; se la situazione di stress
materno persiste nel tempo, l'eccitazione motoria diventa
un tratto stabile.
Il fattore di maggior rischio patogeno per il benessere
del feto sembra sia costituito dalla presenza prolungata
di elementi stressanti che comportino minaccia per la sicurezza
emotiva della madre: in questo senso si possono ad esempio
collocare le tensioni coniugali: diventa cosi' chiaro quanto
sia importante un buon clima “d'attesa” .
Le implicazioni di questo tipo di scoperte possono essere
molto interessanti: si puo’ infatti cominciare a pensare
che la teoria dell'attaccamento di Bowlby, mattone fondamentale
della psicologia dell’età evolutiva, possa
essere applicata anche alle fasi di sviluppo antecedenti
alla nascita.
Negli ultimi ventanni si è sviluppato un settore
di studi che esplora il complesso di atteggiamenti, comportamenti,
rappresentazioni cognitive e fantasie che originano nella
mente dei genitori nei confronti del feto; tutto cio’
è stato per la prima volta definito da Cranley “attaccamento
prenatale” ed è un costrutto che funziona come
la teoria dell’attaccamento originaria : descrive
infatti quanto la qualità dell’investimento
affettivo dei genitori sul futuro bambino, durante la gravidanza,
possa influire sullo sviluppo psichico infantile ed ancor
prima sul processo stesso della gravidanza, sul parto e
sulla successiva relazione dei genitori col bambino.
Diventa in questo contesto evidente quanto sia importante
poter riconoscere ed accogliere tutte le emozioni e paure
connesse ad un momento speciale come la gravidanza. Una
maggiore conoscenza delle proprie ansie e dei propri vissuti
in entrambi i genitori pone le basi per un’attesa
piu’ serena e per un rapporto piu’ consapevole
con il bambino che nascerà.
L’Associazione Psicologia Insieme Onlus propone un
percorso di gruppo alle coppie in attesa del primo figlio
pensato come uno spazio di confronto ed elaborazione delle
emozioni e come momento di sostegno per prepararsi a diventare
genitori.
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