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LA CREATIVITA’ IN
PSICOTERAPIA
A cura della dr.ssa Laura Catalli e della
dr.ssa Alessandra Schiavi
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Le Artiterapie e le tecniche
grafiche
dr.ssa Caterina Carloni
Il termine arteterapia è relativamente nuovo; con
esso s'intende l'uso delle arti (pittura, scultura, musica,
danza, teatro, narrazione di storie ecc.) e di altri processi
creativi per promuovere la salute e favorire la guarigione
psicofisica.
L'utilizzo terapeutico delle risorse creative e artistiche
cominciò in modo assolutamente casuale e inaspettato:
Adrian Hill, un paziente inglese ricoverato in un sanatorio
che, durante la seconda guerra mondiale, dipingeva per distrarsi
e per esprimere il dolore e la paura, si accorse degli effetti
benefici che ne traeva. Ciò spinse anche altri degenti
ad imitarlo, suggerendo così un nuovo tipo di cura.
Numerose sono state, da allora, le applicazioni di questo
metodo terapeutico.
In particolare, le tecniche arteterapiche possono rivelarsi
efficaci nella riabilitazione, nell'educazione, nei percorsi
di crescita personale, per ridurre l'ansia, per aumentare
l'autostima, o anche semplicemente per svago e divertimento.
Tutti, infatti, siamo dotati di creatività; non è
necessario possedere particolari abilità. Tutti disponiamo
di fantasia e immaginazione in grandi quantità. Quel
che conta è la spontaneità e la disponibilità
a rappresentare le proprie esperienze dandole una forma
personale e libera da schemi.
Goethe, il grande artista, ha scritto: “Dentro di
noi vivono due spiriti”.
Le neurofisiologia concorda con questa affermazione, sostenendo
la differente funzione svolta nell'uomo dai due emisferi
cerebrali: quello destro, che sovrintende alla fantasia,
alla creatività e all'intuizione, sede del linguaggio
analogico; quello sinistro, che regola invece le funzioni
cognitive e razionali e che utilizza un linguaggio digitale.
Integrare queste due parti e riconoscerne la pari importanza
nella crescita di un individuo equilibrato può senza
dubbio favorire anche lo sviluppo di una società
sana.
La Fototerapia
dr.ssa Laura Catalli
Attraverso l’utilizzo delle fotografia si può
aiutare la persona a mettersi maggiormente a contatto con
i propri vissuti emotivi e con il proprio passato nelle
sue esperienze dolorose e di gioia.
Come sappiamo la fotografia non fornice una copia fedele
della realtà in cui ci troviamo, ma rappresenta il
modo con cui la vediamo e la viviamo. In questo senso l’analisi
delle foto scattate, delle persone ritratte e di quelle
assenti, degli oggetti visualizzati e dei paesaggi nello
sfondo, il gioco di luce e di ombre, la relazione con il
fotografo… permette di capire la percezione della
persona ed i suoi vissuti emotivi collegati alla fotografia
considerata.
La fototerapia può essere utilizzata all’interno
di un percorso terapeutico e riveste di conseguenza una
grande utilità per aiutare il paziente verso il cambiamento,
attraverso una lettura interpretativa delle foto analizzate
ed un sostegno nel graduale processo di rivalutazione del
proprio passato nell’ottica di un cambiamento di sé
e delle proprie relazioni.
La Grafologia
dr.ssa Barbara Calabrese
La scrittura è un'attività propria dell'uomo,
strumento personale e sociale, ricopre una funzione di comunicazione
nel più alto senso del termine: è la sintesi
di un linguaggio, sotteso della mente ed è rivolto
alla riproduzione di segni codificati a loro volta traduttore
di questo linguaggio. Essa non si fonda su un metodo che
poggia le proprie basi sulle stesse direttive tecniche psicologiche
ma bensì la sua originalità è proprio
quella di cogliere il grado delle leggi, regole e criteri
specifici, nei fondamenti teorici specifici del tracciato
grafico.
La Danzaterapia
dr.ssa Eleonora Reali
Il movimento è la forma peculiare della vita, attraverso
cui si dispiega il quotidiano, mette l’uomo in relazione
con l’ambiente rivelando un evidente modo di essere
della personalità e manifestando emozioni e sentimenti
che lo stesso avverte.
I movimenti nella danza sono un mezzo di espressione dei
propri sentimenti, gioie desideri e timori. La danza nasce
da un desiderio naturale e spontaneo di esprimersi, il corpo
si ricorda, sente, si emoziona, è l’espressione
di noi stessi più diretta ed autentica, è
un potente mezzo espressivo e comunicativo, fattore socializzante
e strumento terapeutico.
Il seminario offre la possibilità di (inizierei da
qui direttamente) conoscere e “sperimentare”
la Danza terapia può facilitare l’apprendimento
di per imparare un nuovo modo che permetta di esprimersi
e valorizzarsi, creare un dialogo tra mente-corpo-emozioni,
arricchire il vocabolario cinetico ed espandere le potenzialità
creative del linguaggio non verbale e della parola.
La Musicoterapia
dr.ssa Annacarla Polito
La musica, e in più generale i suoni, rappresentano
per l’essere umano un modo per conoscere se stesso
e favoriscono al contempo un’opportunità per
conoscere meglio gli altri, comunicare e interagire con
essi. Attraverso la musica agita e vissuta, infatti, le
persone scoprono le proprie e altrui capacità, avendo
al contempo la possibilità di fare i conti con i
limiti di ognuno. L’uso creativo dei suoni e della
musica è realizzabile ad ogni età, a diversi
livelli e in diversi ambiti: fra questi quello che ci riguarda
più da vicino è quello psicoterapeutico. Si
parla allora di musicoterapia, una disciplina che può
essere applicata a scopo “curativo”, ma anche
e soprattutto preventivo. Come?
Prevalentemente come gioco, non solo nel senso stretto del
termine, ma anche e soprattutto come disposizione alla scoperta
e alla possibilità di esperire ed esprimere ciò
che i suoni, più o meno organizzati, rappresentano
per ognuno di noi: sensazioni, emozioni, sentimenti, ricordi,
fantasie, desideri, atteggiamenti… e tutto ciò
che dà senso alla vita, sia a livello personale,
sia nel rapporto con gli altri. Dal punto di vista individuale,
la possibilità di sentire consapevolmente i suoni
favorisce la presa di contatto con la parte più vitale
di sé, principale fonte di energia, necessaria a
sviluppare qualunque capacità cognitiva successiva:
attenzione, memoria, pensiero, riflessione, immaginazione,
ecc.
La piacevolezza dell’esperienza musicale condivisa
con altri, inoltre, incoraggia la persona ad affrontare
le difficoltà che si possono incontrare e, oltre
ad accrescere la fiducia in sé, stimola a cercare
la collaborazione dell’altro. Nel rispetto della diversità,
attraverso l’ascolto e la conoscenza di tempi, ritmi,
regole e frapposizioni, aiuta a capire come l’individuo
possa adattarsi al mondo senza perdere la propria individualità
e, anzi, proprio attraverso la costruzione di continue complementarietà,
gli permette di raggiungere risultati che da solo non potrebbe
mai realizzare.
Le potenzialità degli effetti sonori e musicali sono
utilizzati in un contesto terapeutico, individuale o di
gruppo, permettono al terapeuta di offrire un ulteriore
strumento, valido e idoneo per aiutare i pazienti ad affrontare
i problemi di cui sono portatori: è la scoperta di
una strada nuova, alternativa o complementare, da percorrere
insieme.
La Fiabaterapia
dr.ssa Alessandra Schiavi
Chi di noi non ricorda una o più fiabe che gli sono
rimaste nel cuore dalla sua infanzia. Al di là del
suo contenuto narrativo, la magia della fiaba è quella
di riuscire a toccare le corde più preziose e segrete
di una persona. Le fiabe possono, infatti, essere viste
come delicati interpreti dell’inconscio. Per questo
motivo la fiaba può essere utilizzata come strumento
utilissimo in psicoterapia. Da un lato le fiabe della tradizione
e della nostra infanzia possono dar voce al nostro inconscio
grazie al loro altissimo potere simbolico. La persona può
riconoscere un proprio tema personale in un racconto che
esprime contenuti che accomunano l’animo umano da
generazioni. Dall’altro lato la scrittura o la narrazione
di una fiaba, oltre a liberare la creatività di ognuno,
può permettere di esprimere significati psicologici
che ancora non hanno raggiunto il livello della consapevolezza.
Un’armonia di ascolto ed espressione che hanno la
caratteristica dell’immediatezza.
La magia della fiaba sta nel fatto che ogni azione non viene
compiuta da noi in prima persona, ma dai personaggi della
storia che si fanno carico di tutte le nostre emozioni e
vissuti in quel particolare momento inesprimibili. Attraverso
la fiaba possiamo finalmente ascoltare ciò che preme,
ma che non siamo ancora riusciti a cogliere.
In terapia la fiaba viene utilizzata come strumento per
rielaborare contenuti significativi che ci pongono in difficoltà
in quel particolare momento di vita. Conflitti e disagi
riescono quindi ad emergere trovando voce e una loro collocazione
nel racconto di vita della persona stessa.
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